Mago Merlino e la politica
La campagna elettorale volge quasi al termine e nel continuo scambio di battute tra i vari partiti, al di là delle promesse, è difficile, non solo per me, capire esattamente il come di tante belle proposte.
Rivolgimenti o decisioni coraggiose richiedono sacrifici, e qualche classe sociale dovrà farli, ma indicare con troppa esattezza chi sarà premiato / punito a seconda del voto rischia di avere i suoi effetti collaterali. Chi voterebbe infatti un governo che promette di accanirsi contro medici/professori/camionisti/tassisti se appartenesse a una di queste categorie? Perciò meglio puntare su ampie promesse, così non si rischia di scontentare nessuno.
Sembra che nominare i problemi valga ad esorcizzarli, come se fosse più importante parlarne che risolverli. Vero è che i due linguaggi, quello esortativo della campagna elettorale e quello dell’amministrazione, sono differenti. E tanti motivi, tra cui il fatto che i fondi versati a sostegno delle campagne non siano pubblici (o almeno pubblicizzati), non concorre a rendere il sistema più trasparente. Ma non mi ci vedo a rieleggere un capo condomino ladro, neanche se facesse la migliore campagna di comunicazione di tutti i tempi.