italia.it?
Chissà se è il caso di ridere oppure di piangere.
Ragione e sentimento
Non credo che la democrazia che abbiamo costruito nel nostro paese sia la migliore possibile. Non solo per l’enorme numero di persone “al potere” chi più chi meno vicine al territorio. La frammentazione del potere si concretizza in una miriade di legami che rendono impossibile, o molto difficile, prendere decisioni. La frammentazione del voto porta i governanti a essere legati. La quantità di soldi in ballo porta i candidati a essere legati a chi quei soldi, in qualche modo, glieli fornisce. Oltre che alle scorciatorie cognitive di chi vota.
Gli scarsi risultati alle primarie dei Gawronski e Adinolfi di turno dimostrano quanto possa fare o non fare la visibilità sui media. L’esempio di Scalfarotto dimostra che forse, per ora, il web può non essere sufficiente. Gli esempi di Berlusconi, di Veltroni dimostrano che non abbiamo bisogno di una persona preparata, ma che abbiamo bisogno di simboli. Che votiamo i sogni.
La relazione tra il votando e il buon governo è come quella fra un simbolo e il suo referente. Un legame indiretto. Immotivato. Arbitrario. Rimbalza tra convinzione e seduzione.
Il principio di rappresentatività ci fa credere di poter eleggere persone come noi ma migliori. Come noi ma diverse da noi. Il rappresentante non è il rappresentato. Risponde a logiche diverse. Ha debiti diversi da chi al potere non ci sta. Hanno tutta la mia comprensione. Ma questo non rende la nostra “democrazia” meno fasulla.
è Partito Democratico?
Curiosa la scelta dei termini di Gawronski per commentare il voto del neo partito democratico. ”Pattuglia” viene, secondo la De Agostini, da ”patrouiller, variante di patouiller, propr. guazzare nel fango”. Indica un piccolo gruppo di uomini, probabilmente armati
addestrati, che si occupa di osservare e sorvegliare una data zona.
Una ”pattuglia di riformatori” è l’espressione riportata dall’agenzia AdnKronos. Pattugliare e e riformare. Due azioni forse un po’ difficili da compiere contemporaneamente. Staremo a vedere.
sulla coerenza
Esce sul Giornale di oggi un’intervista al deputato Fabris intitolata “Pure Di Pietro ha approfittato dei voli di Stato”. Non entro nel merito dell’articolo, non è quello che mi interessa… quello che mi interessa è nella seconda colonna dell’articolo, e lo inserisco direttamente nell’immagine qua sotto…
Diciamo che la prendo come una promessa.
Uno stratega al Cremlino
Nella giornata di oggi è stato designato il candidato del movimento d’opposizione “L’Altra Russia” alle elezioni presidenziali russe del 2008. Non conosco le modalità di elezione in Russia, ma da quanto ho capito, il candidato è stato deciso da una sorta di congresso di partito. Questo mi ricorda che per le politiche del 2006, molti di noi hanno partecipato alle cosiddette primarie… e hanno espresso l’ultima preferenza nei confronti di un nome. Sbaglierò, ma a tutt’oggi non mi risulta in discussione una revisione della legge elettorale voluta dalla destra e soprattutto dall’UdC.
Tornando alla Russia – che forse è meglio – secondo un sondaggio dell’istituto indipendente Levada, solo il 3% degli elettori voterebbero un candidato liberale, mentre il 34% potrebbe votare per Sergueï Ivanov, designato da Vladimir Putin.
Chissà che un candidato così popolare non abbia qualche possibilità in più.
Mettetevi d’accordo
27 Settembre
Grillo pubblica sul suo blog un articolo “Il capro espiatorio” nel quale afferma che Mastella è diventato il capro espiatorio di tutta la querelle “Casta e dintorni”. Dopo il tono -volutamente ironico- del primo pezzo, in cui fa ricadere la colpa dell’indulto sull’attuale capo dell’opposizione, si offre di aiutare il Ministro della Giustizia a scrivere un annunciato libro sulle caste nel nostro paese. Virgolettata, dopo 13 righe di prefazione, una lettera di accusa nei confronti di Mastella.
28 Settembre
Il sito on-line della Stampa titola così: Mastella-Grillo, alleanza anti-casta “Pubblichiamo un libro insieme”
virgolettato (ma detto da chi???) il riferimento a una presunta “pace di Ceppaloni”, un colpo di scena che getta ombre sulla figura del comico.
Conclusione
ma perché i nostri giornalisti non leggono, prima di equivocare le opinioni altrui? Leggendo il pezzo di Grillo era inequivocabile l’ironia e la lettera che lo concludeva non poteva davvero indurre in errore. Ma leggendo l’articolo della Stampa, o anche solo il titolo, subito veniva da pensare: “ah, però, anche Grillo”. Allora, i casi sono due: o chi ha scritto l’articolo non ha letto fino in fondo, oppure ha avuto buon gioco ad alimentare finti sensazionalismi. Sia nel primo che nel secondo caso, penso che forse Alessandro Testa dovrebbe avere compagnia.
La politica e la pena di morte
Oggi, 25 Settembre 2007 il Senato ha discusso un disegno di legge sulla modifica all’articolo 27 della Costituzione, riguardante l’abolizione della pena di morte. Per tale articolo, al momento, non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra. Lodevole iniziativa, certo, cinque anni sono lunghi, e se si affrontano temi troppo scottanti il governo rischia di cadere… perciò meglio non affrontare i veri problemi.
Come ha invece fatto il nostro Presidente del Consiglio, limitando con una direttiva che limita l’accesso ai voli di Stato a Presidente della Repubblica; Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati; Presidente del Consiglio dei Ministri; Presidente della Corte costituzionale ed ex Presidenti della Repubblica. Mi sa che qualcuno gli eventi sportivi dovrà guardarli in televisione.
Il saggio indica la luna e lo stolto guarda il dito…
Questo blog parlerà prevalentemente di analisi politiche -certo se ne avvertiva la mancanza-, e prende le mosse da una riflessione: che molto spesso le notizie date da giornali e telegiornali, quelle che solitamente occupano pagine e pagine, sono date per occupare spazio, e sviare le teste, da notizie che meriterebbero più attenzione.
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